Una mattinata carica di emozione, solennità e significato istituzionale ha segnato oggi, 8 maggio 2026, la vita degli Allievi Marescialli dei Carabinieri frequentatori del primo anno del corso triennale. Presso la caserma intitolata al Maresciallo Maggiore Medaglia d’Oro al Valor Militare Felice Maritano, sede della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, si è svolta la cerimonia del giuramento alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il corso è intitolato al Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” e Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo. Un nome che richiama sacrificio, fedeltà alle istituzioni e senso profondo del dovere: valori che hanno accompagnato l’intera cerimonia e che rappresentano il cuore dell’identità dell’Arma dei Carabinieri.

Davanti alla Bandiera d’Istituto, gli Allievi Marescialli hanno pronunciato la formula del giuramento, assumendo pubblicamente l’impegno di fedeltà alla Repubblica, di osservanza della Costituzione e delle leggi, di adempimento dei doveri con disciplina e onore, di difesa della Patria e salvaguardia delle libere istituzioni.

Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo. Presenti anche rappresentanti dell’Ordine Militare d’Italia, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali in Congedo, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’O.N.A.O.M.A.C. e delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari.

Il significato del giuramento davanti alla Repubblica

Il giuramento degli Allievi Marescialli non è soltanto un passaggio formale del percorso militare. È un momento fondativo, nel quale una scelta personale diventa responsabilità pubblica. Ogni allievo, pronunciando quelle parole, entra idealmente in una storia più grande, fatta di servizio quotidiano, presenza sul territorio, vicinanza ai cittadini e difesa della legalità.

Nel suo intervento, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato proprio il valore umano e istituzionale della giornata. La presenza del Presidente della Repubblica, ha evidenziato, rappresenta un segno di attenzione e vicinanza che conferisce alla cerimonia un significato ancora più alto.

Crosetto si è rivolto direttamente alle allieve e agli allievi ricordando che il giuramento di fedeltà alla Repubblica resterà impresso nella loro memoria. La scelta compiuta, ha spiegato, è individuale ma anche collettiva, perché ciascuno di loro diventa parte essenziale della sicurezza delle comunità e del futuro del Paese.

Il Ministro ha poi richiamato il senso di appartenenza alla famiglia dell’Arma e alla più ampia famiglia della Difesa, invitando i giovani Carabinieri a non sentirsi mai soli di fronte alle difficoltà. Un messaggio diretto, concreto, che ha messo al centro non solo il dovere, ma anche il sostegno reciproco tra militari.

Il messaggio del Generale Portolano: piccoli team, grandi responsabilità

Particolarmente significativo anche l’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, che ha definito il giuramento un sigillo indelebile destinato ad accompagnare gli Allievi per tutta la vita. Non una semplice formula, dunque, ma un’assunzione di responsabilità davanti alla Nazione intera.

Portolano ha insistito sul valore del dovere soprattutto nei momenti più difficili, quando servire può significare rischiare, sacrificarsi e operare con coraggio sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Al centro del suo discorso è emerso un tema cruciale per il futuro ruolo dei Marescialli dei Carabinieri: la leadership nei piccoli gruppi. Il Generale ha ricordato che i piccoli team sono spesso il luogo dove si prendono le decisioni più rapide, dove nascono le intuizioni più efficaci e dove si costruisce la fiducia più solida.

È un messaggio particolarmente rilevante per chi, un domani, potrà assumere il comando di una Stazione Carabinieri. La forza di un’organizzazione, ha spiegato Portolano, non dipende soltanto dalle sue dimensioni, ma dalla qualità dei legami che uniscono le persone. In questa visione, il Maresciallo diventa punto di equilibrio tra autonomia e disciplina, iniziativa e obbedienza, umanità e rigore.

Gli alamari come identità e responsabilità

Durante la cerimonia, la consegna degli alamari ha rappresentato uno dei momenti più intensi. Gli alamari non sono semplici segni distintivi dell’uniforme, ma simboli di appartenenza, responsabilità e scelta.

Il Generale Portolano ha spiegato che essi parlano prima ancora delle parole: dicono che chi li indossa ha scelto l’Arma, le Forze Armate, la disciplina, la gerarchia e l’etica non come vincoli, ma come elementi fondanti della propria identità.

Il Maresciallo dei Carabinieri, nella prospettiva tracciata durante la cerimonia, è una figura complessa e centrale. Opera nel controllo del territorio, nelle investigazioni contro la criminalità organizzata e il terrorismo, nel contrasto ai reati ambientali e ai crimini contro il patrimonio culturale. Ma è anche una figura proiettata oltre i confini nazionali, in scenari internazionali che vanno dal Nord Europa all’Africa subsahariana, dal Mediterraneo al Medio Oriente.

Il ricordo dei caduti in servizio

La parte conclusiva della cerimonia è stata segnata da un momento di raccoglimento e commozione. Il Generale Portolano ha ricordato il Sottotenente Marco Piffari, il Maresciallo Valerio Daprà e l’Appuntato Scelto Davide Bernardello, deceduti nell’ottobre 2025 durante un’operazione di polizia.

Un omaggio che ha restituito agli Allievi il senso concreto della scelta compiuta. Servire lo Stato significa assumersi responsabilità reali, spesso silenziose, talvolta estreme. Significa raccogliere l’eredità di chi ha indossato la divisa prima di loro e ha portato fino in fondo il proprio impegno.

Le parole finali del Capo di Stato Maggiore della Difesa, «In silenzio, con i fatti, per tutta la vita», hanno sintetizzato l’etica militare che attraversa il giuramento: non un gesto isolato, ma una promessa da rinnovare ogni giorno attraverso il servizio.

Luongo: i futuri comandanti di Stazione sono la spina dorsale dell’Arma

Nel suo intervento, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Salvatore Luongo, ha evidenziato il ruolo centrale dei futuri Marescialli nell’organizzazione territoriale dell’Arma.

Davanti a lui, ha ricordato, erano schierati i futuri comandanti di Stazione Carabinieri: la spina dorsale dell’Istituzione e l’architrave del sistema di sicurezza nazionale. Le Stazioni, infatti, rappresentano la presenza capillare dello Stato nelle comunità, dai grandi centri metropolitani ai piccoli paesi.

Luongo ha sottolineato che non esiste altra organizzazione in cui i comandanti abbiano responsabilità così complesse e diffuse. Da quasi 212 anni, le Stazioni Carabinieri costituiscono pilastri dell’ordine, della sicurezza pubblica, della legalità e della rassicurazione sociale.

Il Comandante Generale ha poi espresso fiducia nei giovani Allievi, definiti tra le migliori energie del Paese. A loro, in futuro, verrà affidata una parte fondamentale della sicurezza collettiva.

Una scelta di vita al servizio delle comunità

Il giuramento degli Allievi Marescialli dei Carabinieri è stato dunque molto più di una cerimonia militare. È stato il suggello di una scelta di vita fondata su disciplina, onore, spirito di sacrificio e bene comune.

Gli Allievi del 15° Corso hanno avviato ufficialmente un percorso formativo che li porterà a diventare Marescialli dei Carabinieri. Una figura che, nella storia e nel presente dell’Arma, incarna la presenza dello Stato accanto ai cittadini, soprattutto nei luoghi in cui la prossimità istituzionale diventa essenziale.

Indossare gli alamari significa assumere un impegno che va oltre la carriera. Significa rappresentare la legalità, ascoltare le comunità, intervenire nei momenti di difficoltà, garantire sicurezza e fiducia.

La cerimonia di Roma, alla presenza del Presidente Mattarella, ha ricordato a tutti che il giuramento è una promessa pubblica e personale insieme. Una promessa destinata a tradursi, giorno dopo giorno, in responsabilità, servizio e fedeltà alla Repubblica.

Fonte e foto: Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – V Reparto – SM – Ufficio Stampa